Archivi per il mese di: luglio, 2012

C’è un movimento interiore diverso,  qualcosa che ancora mi sfugge, ma è cambiato il modo di ragionare di vedere le cose
cerco il concetto che la situazione che rappresento esprime o sottende, ma subito dopo me ne frego e la lascio andare, uscire
non so dirvi è strano, anche se lo accosto alla scrittura rimane strano comunque
anche l’uso del dripping è diventato diverso si è spezzata la casualità e l’effetto estetico, come se fosse diventato più strumentale

ho credo, abbastanza esperienza per sapere che non esiste la letteratura pura, ma mentre un po’ di tempo fa rintracciavo le mie frequentazioni
oggi assemblo e credo sia da qui che il materico ha un senso

mi chiedo se anche dipingendo non desideriamo in realtà altro che scomparire o se come in poesia farlo dovrebbe essere un atto doveroso
da bar sport da infiammarsi parlando di donne e poi tornare a sorridere piano

diceva zanzotto la letteratura è scrittura con gli amici lontani e discussione con quelli vicini
e che bellezza questa nebbia che si dirada
quella piccola bandiera alla quale dovrebbe legarsi il nostro me ne frego diventa un buco nel vento

chissa forse il chiodo fisso è essere nati per scappare

vorrei ci fosse qualcosa ad aspettarci vivi, come se tutto in fondo dovesse tornare ad esser solo orale
qualcuno da potere ancora mandare a cagare

la nostra vera paraculagine è stata trasformare la ribellione in un bilico di moto interiore
questa logica del cazzo di farsi male e uscire sempre senza
 

Annunci

ma smettiamola una volta per tutte con questa menata che l’editoria digitale è il futuro, se futuro ci sarà e ne sono dubbioso almeno per l’editoria italiana, non passerà certo attraverso il tentativo di acquisire nuova immondizia digitale per incrementare nuove illusioncine di vanità,non è certo spalancando le porte al nuovo formatino ebook che  si apriranno prospettive di letture migliori, le manovrine delle case editrici grandi o piccole che siano che tentano di allettare autorini con i nuovi formati va smascherata tanto quanto la prostituzione cartacea alla quale abbiamo assistito in questi anni

la guerra è appena cominciata, i grandi gruppi stanno proponendo solo prodotti extra librarri atti a trasformare tutto in store e in bazarino gadgettaro, del libro se ne sbattono le palle, ma chi questa forza di orientamento non ce l’ha tenta di irretire e promuovere il digitale come la manna dal cielo, una bufala colossale che anzichè intasare gli scaffali riempirà le memorie dei tablet

che qualcuno si comici a chiedere perchè i grandi strumenti di social condivisione sono preceduti dal prefisso i…phone, pad, pod e chi più ne ha più ne metta…la nuova battaglina della vanità, della presunzione che anima la smania di condividere 

una cultura che ha legittimato l’incompetenza critica facendone una sorta di statuto, che non ha saputo garantire una formazione e una educazione letteraria adeguata che oggi propone situazioni miracolistiche salutando il futuro con kindle è frutto di una sterilità di idee di lungimiranza scadente…segue… 

appunti data da destinarsi
Chi non sa ascoltare è un magnifico interlocutore, non ti ruba niente, non si appropria di te, non lascia sulla strada briciole del tuo pensiero. Solo a chi non ascolta possiamo permetterci di svelarci per poter dire: non ho spostato nulla.
appunti 1984
“tu mi vedrai da dietro, ma la mia faccia non potrà essere vista” ( esodo2, 5-6)
non lo vedrò negli occhi, mi negherà il confronto, la grande beffa di chi mi mostra le spalle. Ed io non potrò parlare con Lui, ma solo di Lui, del grand’uomo che mi ha mostrato il didietro. Nel luogo dell’incontro qualcuno non ci sarà, qualcun altro arriverà in ritardo, ma poca importanza e molta lontananza…e storie di abbandono, di fiducia e di richieste, le promesse tradite da chi mi ha detto torno presto.
2  da maddalena carissima inedito 2005
..non vorrei mai lasciarti righe di fretta, è tutto già così incompleto, sfuggente..ma sono così schiavo di pensieri veloci, che solo tu puoi trattenere. Ricevo le angosce che il cuore trasmette, mi muovo al ritmo ossessivo dei suoi spasmi e non filtro niente che non sappia di malanno. Ieri passeggiavo per quel paese antico e il ricordo trascinava i miei passi, con quel sapor di cose muffe, mischiate al fumo dei camini, laddove presto sarà neve e culla di silenzi. Vorrei spedire cartoline, sai quelle ingiallite coi “saluti cari”, poi torno ai miei pensieri recisi, incamminandomi torvo sulla strada di casa. Ho vissuto così a lungo timoroso d’incontrarla che non riconoscerei nemmeno più il suo intercedere, gli odori quelli sì, forse..come il profumo del nostro sale che ci aggrediva dal mare.
Attendo che sia il volare più basso
Sono stanco di questa gente che scrive perchè il mondo non è abbastanza
delle rivoluzioni che diventano malinconiche, del viaggiare per cercare la quiete che ci manca
è la nostra parola che non è insorta a niente
che meraviglia ho 18 lettori a cui ho destinato qualche libro a pagamento
vicende di parole autentiche, ma non sempre sincere
e allora chi se ne frega di fare i nomi, restino anonimi pure i colpevoli
così ci rispariamo cazzate mascherate da esercizi di stile
e via con gli “amorini” a oltranza con i “baci vuoti” e chi più ne ha più ne metta
che il tuo verso sia l’avventura buona e tutto il resto sia letteratura oppure Fabio Volo
Buttiamo qualche esempio: un Rondoni che non fa primavera e il tempo perso a studiare dai francesi
perchè mischiando 2 proverbi l’erba del vicino ingrassa il cavallo…
le lettere agli amici, speranze dell’anno che ho imparato da Lucio
e questa cultura da televoto, il nostro presente infinito di lasagne al civile
di poesia a basso impatto ambientale, di parole artefatte dai consumi ridotti
e via con le versioni estive, le tirature limitate, datemi un punto di appoggio e vi sorreggerò il mondo
e sa il cielo in questi giorni di terremoti, veri, annunciati o presunti di quante stampelle avremmo bisogno
vorrei appassionarmi al calcio di Prandelli ma un interista e un poeta han la disfatta in agguato
e allora sto lì con la Grecia da salvare a nutrire le trote e l’eccellenza al pirellone a salvare la Spagna
a pareggiare il bilancio con il culo al sole o in gabbia e ancor da recensire
poi salterà fuori qualcuno che troverà che il vicoletto non è propositivo, come se gli articolini miei fossero un parto travagliato di sviluppo
e non soltanto un taglio di spesa per evitare gli aumenti di autunno
da qualche hanno non soffro più di savianite, e sono tornato consapevole del fatto che le parole non sono ricette
mi è rimasta l’insonnia e qualche virus recidivo,ma se guarisco in fretta per questa estate non scrivo



articolo già apparso su Poesia2.0