Sono stanco di questa gente che scrive perchè il mondo non è abbastanza
delle rivoluzioni che diventano malinconiche, del viaggiare per cercare la quiete che ci manca
è la nostra parola che non è insorta a niente
che meraviglia ho 18 lettori a cui ho destinato qualche libro a pagamento
vicende di parole autentiche, ma non sempre sincere
e allora chi se ne frega di fare i nomi, restino anonimi pure i colpevoli
così ci rispariamo cazzate mascherate da esercizi di stile
e via con gli “amorini” a oltranza con i “baci vuoti” e chi più ne ha più ne metta
che il tuo verso sia l’avventura buona e tutto il resto sia letteratura oppure Fabio Volo
Buttiamo qualche esempio: un Rondoni che non fa primavera e il tempo perso a studiare dai francesi
perchè mischiando 2 proverbi l’erba del vicino ingrassa il cavallo…
le lettere agli amici, speranze dell’anno che ho imparato da Lucio
e questa cultura da televoto, il nostro presente infinito di lasagne al civile
di poesia a basso impatto ambientale, di parole artefatte dai consumi ridotti
e via con le versioni estive, le tirature limitate, datemi un punto di appoggio e vi sorreggerò il mondo
e sa il cielo in questi giorni di terremoti, veri, annunciati o presunti di quante stampelle avremmo bisogno
vorrei appassionarmi al calcio di Prandelli ma un interista e un poeta han la disfatta in agguato
e allora sto lì con la Grecia da salvare a nutrire le trote e l’eccellenza al pirellone a salvare la Spagna
a pareggiare il bilancio con il culo al sole o in gabbia e ancor da recensire
poi salterà fuori qualcuno che troverà che il vicoletto non è propositivo, come se gli articolini miei fossero un parto travagliato di sviluppo
e non soltanto un taglio di spesa per evitare gli aumenti di autunno
da qualche hanno non soffro più di savianite, e sono tornato consapevole del fatto che le parole non sono ricette
mi è rimasta l’insonnia e qualche virus recidivo,ma se guarisco in fretta per questa estate non scrivo



articolo già apparso su Poesia2.0
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