C’è un movimento interiore diverso,  qualcosa che ancora mi sfugge, ma è cambiato il modo di ragionare di vedere le cose
cerco il concetto che la situazione che rappresento esprime o sottende, ma subito dopo me ne frego e la lascio andare, uscire
non so dirvi è strano, anche se lo accosto alla scrittura rimane strano comunque
anche l’uso del dripping è diventato diverso si è spezzata la casualità e l’effetto estetico, come se fosse diventato più strumentale

ho credo, abbastanza esperienza per sapere che non esiste la letteratura pura, ma mentre un po’ di tempo fa rintracciavo le mie frequentazioni
oggi assemblo e credo sia da qui che il materico ha un senso

mi chiedo se anche dipingendo non desideriamo in realtà altro che scomparire o se come in poesia farlo dovrebbe essere un atto doveroso
da bar sport da infiammarsi parlando di donne e poi tornare a sorridere piano

diceva zanzotto la letteratura è scrittura con gli amici lontani e discussione con quelli vicini
e che bellezza questa nebbia che si dirada
quella piccola bandiera alla quale dovrebbe legarsi il nostro me ne frego diventa un buco nel vento

chissa forse il chiodo fisso è essere nati per scappare

vorrei ci fosse qualcosa ad aspettarci vivi, come se tutto in fondo dovesse tornare ad esser solo orale
qualcuno da potere ancora mandare a cagare

la nostra vera paraculagine è stata trasformare la ribellione in un bilico di moto interiore
questa logica del cazzo di farsi male e uscire sempre senza
 

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