Archivi per il mese di: aprile, 2014

Spingi le parole in bocca insegnami a dirti più sporca di questa fragilità che non ci lascia
Insegnami a 4 zampe come con i cani a sbavare di te su cuscini e divani
Lasciami fermo poi chiudimi i buchi
Il resto é carne polvere venuta

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Io puntello come posso ma basta poco a fare squarci

O ti bagni o sei scrittura
Una parte di notte che cade
Nel luogo della cenere da dove rinasci indomabile
e ti avvinghi stretta
Giochi di gambe di labbra e di mancanze
Giochi in prospettiva come sempre in troppe stanze

Le mie parole sorgono come folla, ma non sfuggono alla violenza della loro precarietà . Le assecondo, come assecondo te. É calligrafia, una volta, presuntuosamente, credevo fossero incisioni

Se vuoi mettergli il futuro devi trascinarlo, spingerlo da dietro e qualcuno per tirarlo
Non c ‘è futuro se non appare alle parole,se non si dilegua,se non si scioglie nella lingua
Ci deve essere qualcosa che ti tra un bocca, qualcosa che di pagina in pagina ti fa sentire più bella
Futuro mia cara non è scambiare per miglioramento un semplice conoscente , pensare è stato bello prima di venire
Lasciarmi invecchiare per terra tutto intero

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Il nostro piccolo morire urgente intorno a una stella disobbediente

racconti che ci debbono investire, li ascolto quasi sempre camminando fanno un sacco di rumore, in tanti mi chiedono chi c è dentro, io penso solo che quando cala il frastuono sia il momento di scriverli

E sai anche tu che è di cose morte che si vive, che alla fine sono io che penso il bene e come dice Lacan: ” pazzo non diventa chi vuole ”

E forse non c è da preoccuparsi se mi piacciono le parole composte perché è come se mi tenessero vicino a quello che posso resuscitare con la penna

Ogni scrittore merita lettori peggiori dei suoi libri, perché sai mia cara i libri buoni i lettori se li inventano decidendo di uscire senza chiedere l ora o misurandosi in un pianto

Passavo il tempo a pensare a quale Eugenio scrivere, in un paradiso che ci tocca senza meritarlo, come tutte le volte che sei scrittura che non viene e non vengo neanche io

Avevi due specchi in uno avevi il corpo come cattiva compagnia
Nell altro pioveva come piovono sempre i misteri felici
Dappertutto intrusa a rimediare quella vita dove hai fatto i buchi
Nel passaggio vorticoso da copia incolla a taglia e cuci