Archivi per il mese di: aprile, 2014

Sai cosa é lo strano che ovunque vada io non viaggio, torno anche all andata

Annunci

Solo chi scrive per assentarsi sa che i libri i lettori se li inventano
In quell’incerto balbettio dei vivi dove abbiamo ancora il coraggio di disperarci

La violenza dell’ osceno è sempre solo la pronuncia
Questo colare attraverso le mani
Guardarti gocciolare a terra
Immaginarti rompere oscillando la serietà di un gesto
Perdere il senso di essere eretti
Berti dal basso

Che noi di niente non sappiamo nemmeno quanto ce n é
E così si passa il tempo ad incolpare la cura
che sembra talvolta più pesante del male
Come giovinezza che ha esaurito le scorte
sorprendendoti al freddo due volte malato
con gambe più gonfie ma denti bianchissimi
a parlar della forza di non interrompere i giorni
con le difese scoperte dall’ ultimo assalto

Come vuoi che ti chiami quando smetti di assomigliare a una parola
Quando il pensiero nella bocca solo scrivendoti ti affronta
Quasi sempre al mattino la piazza la taglio in diagonale in questa città dove non ti bagni quasi mai c è solo il tempo che mi si sfila dal culo
E facce e sputi chi grida son pochi
I muri son pieni di storie mal scritte in ogni colonna dove ho dato dei baci ti ascolta il nemico ed è meglio che taci
4 spinte la vergogna nel megafono
Ogni inedito hai paura come fosse un cambio di stagione come non sapessi quando ti sudano le mani
Grazie infinite di tutti gli anni da portare come viali del tuo corpo con la sete di aspettarti finché salì

Mi scuso con i miei lettori per i commenti in moderazione, ma la scelta é dovuta al fatto che purtroppo c’ é chi non ha ben capito il perché di un titolo, per altro in uso da anni, come lettere a nessuno. Se è quando i miei scritti dovessero essere rivolti a un interlocutore questo sarebbe il primo a riceverli. In caso contrario i protagonismi e le immedesimazioni mi interessano poco, e altrettanto poco gioverebbero al dibattito, nel caso di interesse verso le mie parole.

A volte mi sembra che siamo così decisi a perdere in tutti i tuoi brevi discorsi di croci e di perle

Mi sarebbe piaciuto intagliare iniziali nel legno per vedere le ferite da cui cominciano i nomi

Anche adesso che abbiamo lo stesso odore di qualche zingaro felice che ci siamo già giocati

Come é giusto che sia nelle parole fatali che son quelle che ci dicono gli sbagli e sorvolano i Mali

E la bellezza che ho cercato in te che con quella dei libri ho messo in pari

Mi piacciono le persone i cui difetti mi sono indispensabili Le parole che non sanno più dire quel che si subisce Le mani che non scelgono le carezze successive La lingua che non ti segna il territorio

E se resterà qualcosa di me non sarà mai quel che ho fatto ma qualche parola che ho detto e già si fa fatica a rintracciarci vivi a immaginarci pieni
E aiuto non é solo quel che può servirci come il bene non ê ciò che fa la differenza

20140414-135723.jpg