Archivi per il mese di: luglio, 2014

Ringrazio sentitamente gli amici del Montano per la segnalazione di Appunti di un falegname senza amici

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Così per amor di cronaca sono mesi che state parlando con la mia posta indesiderata…state bene…

Quando dipingo non faccio altro che una scrittura torrenziale interrotta da lacune disordinate . Come Fernando sono “per metà sonnambulo e per metà nulla”.
Dipingo la caducità insoddisfatta ogni goccia é solo un libro che finisce. Le parole frammentate le nutro di colore, quando dipingo mi confesso e quando scrivo espio. Una materia scomposta e multiforme del mio diario inquieto . Cerco nella tela un congedo dai miei convenevoli, in qualche modo se dipingo mi invento, prendo forma e mi restituisco alla sua distruzione . La pittura é una diagnosi di una follia che la scrittura tenta solo di placare. Smetto solo dipingendo di essere aderente al creatore a cui scrivendo parlo.

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Arturo é un cane che non riporta la palla, si chiamava così anche il terzo marito di mia zia fumava i toscani, cosa implicita nel nome, attaccava terrificanti pezze sulla letteratura russa che allora mi faceva cagare, e adesso solo quasi. C’è un bimbo simpatico che si chiama Gianni (poveretto) che sta cercando di convincermi a giocare con una mucca di plastica. Penso sia ora di fare due passi…
Una signora sui 70 quest’anno non fa tutto il mese, perché deve aiutare il nipote a fare non so cosa, ma so che si chiama Alberto che ha una moglie capricciosa e che il maschio più piccolo é stato rimandato
Mangio un gelatino così a metà mattina tanto mica faccio il bagno finché non passa un’altra oretta, dai mammina e accende la quarta sigaretta che poi la spegne nella sabbia e me sta sui maroni. Non riesco a ricordare quando non avevo la fissa che mi si insabbiasse il cellulare credo fosse ancora il tempo della pista, delle biglie coi ciclisti, qui adesso suona tutto gli intorti per la sera, dove si mangia il fritto che io non digerisco e l’altro molla un rutto…piacciono sempre le conchiglie quelle fatte a lumichina, il secchiello coi granchietti quelli che ci ha preso il nonno che guarderemo tra 30 anni nella memoria digitale che poi é una stronzata non lasciare a una foto il suo venire male

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Il desiderio intelligente ê quello che costruisce sempre sistemi per immaginarsi

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