Archivi per la categoria: disobbedienza

Ma siamo così sicuri che questo minimalismo ci faccia uscire dal pantano? Non raccontiamoci patacche, il punto vero di rottura è l’incapacità temporale che necessiterebbe di un risanamento immediato che si scontra con un procedimento di cambiamento che richiederebbe due generazioni. Il quarantennismo al potere mi fa ridere è la malattia curata col veleno, senza i dosaggi omeopatici, pretenderemmo di essere sanati dalla stessa generazione di rete4 e italia1. L’incapacità di cambiare la lingua del rinnovamento è l’unica possibilità che ha questa gente che non ha mai visto un cambiamento, questo è il vintage della politica, i giubbottini alla fonzie di renziana memoria rendono il quadro perfetto. Siamo il pensiero che ci ha generati, di forconi e forcaioli di chi le guerre non le ha perdute abbastanza, siamo il pensiero dei guerrieri di saturnino, ma non quello dei perdenti radicali. Il quarantennismo è sospeso tra la cultura delle ricette e i materassi con le molle, cerca gli ingredienti che non trova oppure rimbalza. Questa generazione che acquieta la coscienza tra telethon e le pigotte adottate, invoca soluzioni che non può dare, e ascoltarli bene nessuno si schiera e tutti si rifugiano, chi crede di eliminare i rottami pulisce solo il cortile. Il cinismo del cambiamento è il peggior augurio per il futuro è chiedersi tutti i giorni perchè non accade più niente, ma aver dimenticato la storia

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L’esperienza è altrove rispetto al soggetto Il vuoto dell’esperienza sta nelle cose che non mi vengono più incontro nel linguaggio. Si é prodotta un’incapacità di andare incontro allo splendore, non comprendiamo più che questo comunicare ha svilito la parola l’ ha privata di comunione e di conseguenza di erotismo, carattere fondamentale di una parola incapace di farsi corpo 

L’agire strumentale del linguaggio ha reso la relazione inabitabile perché ha costretto la scrittura ad attingere a ciò che vorrebbe distruggere. “Il grado zero” è la parola che ha sapore é scrittura dalla febbre perfetta io in giro vedo solo diari taccuini di appunti e qualche risentimento