Archivi per la categoria: inediti

Null’altro che eventi che si lasciano indietro cose e questo era il suono della città che crollava il nichilismo di chi cadeva più veloce Non sei quel che sembri ma quel che diventi occupi un terreno  a un tratto sgombero usi strumenti di una violenza simbolica Il futuro non esiste perché abbiamo smesso di chiedergli di anticiparci il dovuto come ambizione del cazzo di durare più anni di quanto si vive All’ora di cena piccole didascalie per immagini deliziose tu non mi vizi mi decori in silenzio sbuco più nuovo dalle tue mani bagnate Sei la costruzione ideologica di un amore che ci riceve separati ti esplodono in bocca le parole che biascichi

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quando mi promettevi seriamente il mondo io contavo e tu eri ancora lì con le stelle al soffitto abbiamo solo affrettato la fine del corpo e i nostri ingredienti migliori ancora chiusi in dispensa insieme alla rinunce alle domande feroci 
Lo sai soltanto adesso che ogni treno é una sorpresa adesso che ci si accontenta di una faccia gentile adesso che si contano le vittime collaterali come fossero domeniche irripetibili e corte 
Dove arrivavi stanca di parole da aggiustare 
A scoprire che non siamo poi così diversi da come amiamo pensarci

ogni attesa è farsi corpo dello sguardo

barlume di sporgenza assenza che ci scruta

parola che disturba in un niente che è arrivato

dove ogni no è una frontiera di bellezza

parente stretta di una memoria tragica

e restiamo nel gesto abbozzato di un soccorso

imparati dal nome a vapore scritto sui vetri

cercavo il punto esatto del cielo che fissavi

la parola che non sei riuscita a consegnarmi

ti lasciavo fare l’ammalata che volevi

ti ascoltavo la vita in cerca di sollievo

e tutta la sera che si incurvava nel tuo peso