Tutto ciò che é stato ed è perduto
Senza mai esser stato veramente avuto

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Parlo di un modo poetico di esser vile -Giovanni Giudici-

Questo leggersi male, questo sentirsi protagonisti delle parole, come se quello che ci sostiene dovesse essere solo il sapersi necessari.
So che a volte non ho aria per parlare che esco da una matrice raffazzonata e indifferente che pago il partire tanto quanto il ritornare.
Chiedere al futuro l’infinito è questo l’errore di lettura perché Antonio in fondo sbaglia a dire che ci vuole com-passione, per leggere serve solo la pietà

E stanno tutti bene
Cosa manca al mio partire al mio essere più cauto e un domani ravvedermi
Del tempo tuo che voleva parlarmi

Residui privati che non diventano croce il testo che conta solo se corro veloce

Anche per me che non ti tengo dentro a fare compagnia al mio niente ma dispongo le sillabe per incontrarti

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Laviamocene le mani

A correre più bravi di me è a gridare un po’ meno di me
Che poi è la differenza tra il suolo e la gola

Chi ti aspetta da quando sei caduto non aspetta altro che le tue dita
Con questo niente dentro a pensare di far bene

E se la tua assenza rendesse possibile il peggio non riuscirei a guardarti in faccia a darmi da fare con la vita

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Compianto studio uno

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Che il parlare venga solo dopo il fare

Scrivevo l’altro giorno su TW che é bello che nonostante la crisi ci sia un sacco di gente che non ha un cazzo da fare. Perché ha ragione Galbraith questa è una civiltà dell’opulenza e la ricchezza bisogna saperla amministrare e dire che basterebbe un filo, di quella letteratura che ha fatto tanti danni, per ridare speranza a questi poveroni e mentecatti che null’ altro hanno da fare se non il twittero o il faccialibrino . Apocalittici o integrati diceva il semiologo in tempi non sospetti; io direi conformi allo squallore che rappresentiamo tutti, nessuno escluso, in questo che non è più nemmeno nientismo, ma solo nullismo di fancazzisti degli altri che se stanno insieme è per agglutinazione, ma più spesso sono soli in cerca di uno bravo

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Almeno noi non abbiamo mai avuto bisogno di romperlo. Grazie Francesca , per tutto…

Devo già averlo detto e scritto da qualche parte, ma a me Bauman ha liquefatto i maroni